Il cotechino con lenticchie rappresenta uno dei piatti simbolo della tradizione culinaria italiana, particolarmente amato durante le festività di fine anno. Questa preparazione, che unisce la ricchezza del cotechino alla cremosità delle lenticchie, nasconde però alcune insidie: spesso il risultato finale delude per una consistenza troppo compatta o un sapore eccessivamente pesante. La tecnica del doppio ammollo rivoluziona completamente l’approccio a questo piatto classico, garantendo una digeribilità superiore e una cremosità degna dei migliori ristoranti. Questo metodo, tramandato dai cuochi più esperti, permette di eliminare l’eccesso di grassi e sale dal cotechino, rendendo il piatto più leggero senza sacrificarne il gusto autentico.
30
150
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Primo ammollo del cotechino
Iniziate rimuovendo il cotechino dalla sua confezione e bucherellate la superficie con una forchetta in più punti. Questa operazione è fondamentale per permettere la fuoriuscita dei grassi in eccesso. Immergete il cotechino in una pentola capiente colma di acqua fredda e lasciatelo riposare per almeno 2 ore a temperatura ambiente. Durante questo primo ammollo, noterete che l’acqua si intorbidisce progressivamente: è il segno che il sale ei grassi stanno uscendo dalla carne. Questo passaggio è il segreto per ottenere un cotechino più digeribile.
2. Secondo ammollo e inizio cottura
Trascorse le 2 ore, scolate il cotechino e sciacquatelo abbondantemente sotto l’acqua corrente fredda. Riempite nuovamente la pentola con acqua fresca e riportate il cotechino al suo interno. Questa volta aggiungete le foglie di alloro per aromatizzare delicatamente. Portate l’acqua a ebollizione a fuoco medio, quindi abbassate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire dolcemente per circa 2 ore. L’acqua deve appena fremere, ovvero formare piccole bolle in superficie senza un bollore vigoroso. Questo secondo ammollo in cottura completa il processo di alleggerimento del cotechino.
3. Preparazione del soffritto aromatico
Mentre il cotechino cuoce, dedicate attenzione alle lenticchie. Sciacquatele accuratamente sotto acqua fredda corrente per eliminare eventuali impurità. Nel frattempo, preparate un soffritto classico tritando finemente la cipolla, la carota e il sedano. In una casseruola capiente, preferibilmente in terracotta per una cottura più uniforme, scaldate l’olio extravergine di oliva a fuoco medio. Aggiungete il trito di verdure e fatelo appassire dolcemente per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto. Il soffritto deve diventare morbido e traslucido, senza mai prendere colore scuro.
4. Cottura cremosa delle lenticchie
Quando il soffritto è pronto, unite il concentrato di pomodoro e fatelo tostare per 2 minuti mescolando continuamente. Questo passaggio intensifica il sapore e elimina l’acidità del pomodoro. Aggiungete quindi le lenticchie scolate e mescolate bene per insaporirle con il soffritto. Versate il brodo vegetale caldo, che deve coprire le lenticchie di circa 2 centimetri. Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 40-45 minuti. Durante la cottura, mescolate occasionalmente e aggiungete altro brodo se necessario. Le lenticchie devono risultare morbide ma non sfatte.
5. Mantecatura finale e assemblaggio
Negli ultimi 10 minuti di cottura delle lenticchie, aggiustate di sale e pepe secondo il vostro gusto. Per ottenere la cremosità tipica dei ristoranti, prelevate un mestolo di lenticchie e schiacciatele con una forchetta, quindi rimettetele nella pentola mescolando energicamente. Questo procedimento, chiamato mantecatura, rilascia l’amido delle lenticchie creando una consistenza vellutata. Quando il cotechino è cotto, estraetelo dall’acqua con attenzione utilizzando una schiumarola e lasciatelo riposare su un tagliere per 5 minuti prima di affettarlo.
6. Affettatura e impiattamento professionale
Con un coltello ben affilato, tagliate il cotechino a fette di circa 1,5 centimetri di spessore. Le fette devono essere abbastanza spesse da mantenere la loro forma ma non troppo da risultare difficili da mangiare. Distribuite le lenticchie cremose nei piatti individuali creando un letto uniforme. Adagiate sopra 2-3 fette di cotechino per porzione, leggermente sovrapposte. Completate con un filo di olio extravergine di oliva a crudo e una macinata di pepe nero fresco. Il contrasto tra il calore del piatto e la freschezza dell’olio crudo esalterà tutti i sapori.
Il trucco dello chef
Per verificare la cottura perfetta del cotechino, infilzatelo con uno stecchino: deve entrare senza resistenza. Se conservate il cotechino avanzato, immergetelo nel suo liquido di cottura: si manterrà morbido per 2-3 giorni in frigorifero. Per una versione ancora più leggera, dopo il primo ammollo potete sostituire metà dell’acqua di cottura con brodo vegetale aromatizzato con sedano e carota. Le lenticchie possono essere preparate il giorno prima e riscaldate dolcemente aggiungendo un po’ di brodo: il sapore risulterà ancora più intenso.
Abbinamenti enologici per un piatto della tradizione
Il cotechino con lenticchie richiede un vino rosso di corpo medio-pieno, capace di bilanciare la ricchezza del piatto senza sovrastarlo. Un Lambrusco di Sorbara rappresenta l’abbinamento territoriale perfetto: la sua frizzantezza e la leggera tannicità puliscono il palato dalla grassezza del cotechino. In alternativa, un Barbera d’Asti giovane offre acidità e freschezza ideali per contrastare la sapidità delle lenticchie. Per chi preferisce un vino più strutturato, un Sangiovese di Romagna riserva accompagna magnificamente questo piatto tradizionale. Servite il vino a una temperatura di 16-18 gradi per esaltarne le caratteristiche organolettiche.
Informazione in più
Il cotechino con lenticchie affonda le sue radici nella tradizione contadina dell’Emilia-Romagna e del Friuli Venezia Giulia, dove questo piatto viene consumato tradizionalmente durante il cenone di Capodanno. Le lenticchie, per la loro forma che ricorda piccole monete, simboleggiano prosperità e abbondanza per l’anno nuovo. Il cotechino, insaccato tipico ottenuto da cotenna e carne di maiale, veniva preparato durante la stagione della macellazione invernale. La tecnica del doppio ammollo, sebbene meno conosciuta, era praticata dalle massaie più esperte per rendere questo piatto ricco più digeribile e adatto anche ai commensali con stomaci delicati. Oggi questa preparazione è apprezzata tutto l’anno nei ristoranti tradizionali, dove viene servita come simbolo dell’autenticità culinaria italiana.



